Borghesia Digitale

 

Viviamo insieme ma nelle scelte siamo soli.

 

E tu chi ci fa in questa società?
Dove la gente non vive, sopravvive.
Dove si spegne 11 mesi per divertirsi un mese all’anno.

 

Prigioniero morale ma libero d’intenti, non ho più sentimenti.
Nutro risentimenti verso un popolo anestetizzato da dementi.

 

Soffro per star male in questo mondo artificiale,
mentre la tua gente vuole farmi la morale.

 

Spesso i ruoli si invertono, i personaggi si confondono.
Loro siete voi, voi siete loro.
Ti isoli dagli altri ma funzioni come loro.

 

Vi brucia la vita,
l’accidia nel cuore scolpita,
li chiamo collezionisti d’invidia.

 

Comprano, spendono, si svuotano.
Sono nascosti dagli oggetti e non ci vedono,
e alla fine sono quello che possiedono.

 

Temono la noia e la semplicità.
Vivono col timore di sembrar poveri,
quello che hanno ostentano e il resto delle cose le offendono.

 

Nel ’90 era il giardino adesso il grattacielo, ma d’animo son poveri.
Vivono in metropoli tutte uguali,
ammassati tra banchieri, ingegneri, operai e carabinieri.

 

Escono di casa facendo risse tra poveri,
pensando a soddisfare il loro ego da cadaveri.

 

Vivi la vita degli altri sotto pressione,
mentre i tuoi ideali sono in depressione.

 

L’obiettivo non è esser utile, il fine ultimo è solo l’utile.

 

Provo e riprovo,
ogni tanto contratto,
tecnicamente ritratto,
in un mondo che ormai mi appare piatto.

 

Praticamente ormai vivo con il cuore smarrito.